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Vi dico come avere forza e fortuna

via lattea sardegna (1)
Luca Nali

Vi dico come avere forza e fortuna

Ricevo continuamente e-mail da molte persone che si definiscono svuotate, persone in grande difficoltà cui, gioco forza, la fortuna non arride; fondamentalmente perché credono a quanto viene detto loro.
Nella diretta di ieri dicevo che, in questo periodo, la vita che stiamo vivendo ha connotati particolarmente fragili perché non è la nostra vita, ma quella che loro ci hanno dato. L’abbiamo presa per buona e abbiamo dovuto modularci, inibirci, modificarci profondamente al fine di adattarci alla vita che ci hanno messo sotto il naso e che, in quanto preconfezionata, abbiamo pensato fosse la migliore.


Ma non è così che funziona e tutti i processi mentali a cui abbiamo creduto al fine di accettarla hanno fatto sì che, senza nemmeno rendercene conto, ci trovassimo in condizioni di schiavitù.
E questo sistema di cose, cosa comunica?
Innanzitutto che è un sistema a consumo. Tutto quello che abbiamo è qualcosa che viene percepito come a termine, con una scadenza. Per esempio, faccio rifornimento di benzina, ma sono consapevole che prima o poi dovrò rifarlo, ricarico regolarmente il credito del cellulare conscio che andrà nuovamente ricaricato, etc. etc.. Sono altresì consapevole che dovrò lavorare per garantirmi il rifornimento di benzina o semplicemente la ricarica del cellulare o qualunque altra cosa. É così, praticamente per tutto: dagli alimenti in poi, qualsiasi cosa è a consumo.
In alcuni casi, forse, la tecnologia potrebbe garantirci qualcosa in modo quasi perpetuo: per esempio con i pannelli solari che oltre a fornire energia consentono un risparmio sui costi.
In linea di massima, però, e nella maggior parte dei casi, devo sempre rincorrere qualcosa che sta per esaurirsi. La percezione che ho, involontariamente, è quindi quella di avere a disposizione un sistema di cose, di risorse, che devo centellinare.
Ma si tratta di un inganno.
É vero nel momento in cui, per il mio sostentamento, mi appoggio alla loro matrice; quella matrice che mi costringe, di volta in volta, a un nuovo rifornimento. Ma se io mi rifaccio al contesto universale, se creo il mio baricentro sull’energia cosmica, sulla mia essenza, sul mio centro più profondo il discorso cambia.
Cambia, dunque, sia per quanto concerne le possibilità di introito, per l’ambito lavorativo, che per l’energia vitale.
Per avere accesso a determinate risorse, così da garantirci un minimo di sussistenza, dobbiamo considerare una cosa molto importante: in fisica quantistica l’osservatore è il personaggio più importante. Chi sono io che voglio creare la mia realtà? Mi metto davanti allo specchio e a voce alta affermo: io sono l’onnipotente, posso creare la realtà, posso fare tutto, sono il centro del mondo, il Dio di quest’universo. Eppure quando entrano in gioco certe figure, o determinate situazioni, ci troviamo a vivere uno stato d’estrema d’angoscia causato dal senso d’impotenza.
Smettiamo di percepirci come persone che subiscono le ingerenze altrui perché questo è vero solo finché restiamo nel loro mondo; noi possiamo uscirne semplicemente cambiando i punti di riferimento, i punti di sostentamento che sono, prevalentemente, energetici e dai quali attingiamo quotidianamente.
Non consideriamoci all’interno di Matrix, ma all’interno di un universo che contiene anche Matrix. Non consideriamoci corpi con un’anima, ma anime che hanno un corpo. Anche questo è un passaggio molto importante.
Facciamo in modo di non sentirci pusillanimi davanti al “presidente che sconsiglio” del momento, davanti a un qualunque ministro, virologo o altra autorità che temiamo al punto da manifestare sudditanza.
Sentiamoci, invece, persone che hanno egemonia nel loro mondo.
Per quanto riguarda l’energia e le risorse di ogni genere vi svelo un altro passaggio molto importante: diamo agli altri.
In questo momento molto particolare non pensate che la scissione sia tra “ominidi palmati” e chi ha capito il “giochino” perché anche tra quanti appartengono al secondo gruppo ci sono quelli che ancora non hanno capito niente della vita. Non hanno capito nulla dell’energia e la loro condizione è claudicante da sempre.
Siamo nella condizione in cui possiamo avere tutto, ma per accedervi è necessario essere in condizione di poter ricevere e per ricevere devo dare.
Provate con i sorrisi: sorridete. Se regalo sorrisi al mondo riceverò, di rimando, altri sorrisi.
Attenzione, però, perché quando diamo qualcosa dovremmo considerare che la persona cui vorremmo destinarlo potrebbe anche esimersi dall’accettarlo. Nel momento in cui voglio donare qualcosa dovrò prima accertarmi che l’altro sia in grado di ricevere il lascito energetico che gli offro. La generosità, se fatta nella condizione in cui la persona non può rifiutarsi di accettarla è devastante. Come, ad esempio, negli ospedali quando l’ammalato, costretto a letto, si trova a dover ricevere anzi subire attenzioni delle quali farebbe volentieri a meno. Quando facciamo qualcosa per le persone è importante, dunque, farlo con la consapevolezza che l’altro possa anche rifiutare.
Questa componente è fondamentale perché quando la generosità è autentica viene sempre accolta.
Non dobbiamo, inoltre, temere di lasciar andare un affetto; amiamo senza necessariamente aspettarci in cambio la stessa quantità d’amore e pronti a lasciarlo andare se questo è il suo desiderio. Anche per il denaro vale lo stesso principio; i soldi non vanno gettati con noncuranza, ma offerti a chi (a nostro avviso) ne necessita. Ed è altrettanto importante farlo con leggerezza. Lo stessa attitudine andrebbe mantenuta per gli aiuti di varia natura.
Nel momento in cui facciamo un’azione chiara, e nel sostegno delle persone che ci circondano, riceveremo automaticamente aiuto dall’universo.  Anche quando mi sono trovato in grande difficoltà, ho sempre cercato di dedicarmi agli altri per poi trovare sostegno, anche in altra forma, direttamente dall’universo. Non sono spunti presi da un qualche libro, ma è la storia della mia vita.
Operare non all’interno della matrice, ma dell’universo e considerarsi non come un corpo che ha un anima ma come un anima che ha un corpo. Siamo persone eterne che stanno facendo un’esperienza di un certo tipo e per questo è necessario fare in modo di evolversi.
Non abbiate paura di dare, ma non date a chi non lo merita e non perché non avrete un feedback ma perché la loro attitudine è prelevare energia. I “chiedoni”, quelli che sono impostati mentalmente per chiedere, non hanno una struttura adatta a creare la loro realtà, ma hanno quella del parassita, quella di chi si appoggia sempre agli altri. Potrete anche dare, ma sappiate che quell’aiuto non sarà mai sufficiente e vi verrà richiesto sempre altro perché, a meno che non ci sia un grandissimo trauma, o shock, non sono in grado di modificare la loro struttura.
Per chiarire meglio questa principale caratteristica, l’attitudine, di cui parlo, l’esempio più calzante è quello del genitore: chi ha prolificato è più grande e più forte di quanto non fosse prima perché, intrinsecamente, ha assunto anche la responsabilità delle prole ed è questo dargli ulteriore forza.
(Si affrontano alcune tematiche messe in evidenza da quanti sono collegati alla live)
Domanda: Che consigli puoi dare alle donne per migliorarsi?
Luca: Di non emulare l’uomo, né di attendere la sua approvazione. All’ultimo corso che ho tenuto a Roma ho chiesto, in simpatia, a una signora quanti anni avesse. Vedete, per me, una donna più anni ha e più è profonda, più è Dea, più è bella e ha tutto. E quando la signora, sempre scherzando, ha risposto che, a una donna, non si chiede mai l’età le ho detto: “É un uomo ad aver detto questo, vero? Questo sottintende che l’uomo desidera donne giovani e che, quindi, una donna più è adulta e più è svalutata. E tu gli hai creduto. Quindi ora dimmi quanti anni hai perché se sono 60 è bello, ma se sono 70 è bellissimo.
La donna pecca soltanto quando si muove in relazione all’approvazione del maschio e questo la danneggia moltissimo; è una forma di controllo cui si è adattata e che nemmeno mette più in discussione. “Ma io, voglio sentirmi donna.” Direbbero alcune. No, tu quando assumi determinati comportamenti, vuoi sentirti preda e non donna. La donna accoglie, protegge e fa cose meravigliosa che l’uomo nemmeno immagina quindi sii donna, donna vera e non femmina.
D: Come far fiorire l’energia femminile in questa società così sbilanciata nella mente razionale e patriarcale?
L: Ma oggi tutte domande sulle donne mi fate? Comunque, la donna in origine aveva caratteristiche molto differenti da quelle attuali che sono prettamente maschili. La donna è flemmatica e quando fa qualcosa si concentra sulla bellezza del risultato piuttosto che sull’efficacia. Utilizza maggiormente la parte dell’emisfero che è diametralmente opposta a quella razionale; questo rende più complicato il suo ruolo in un mondo strutturato dagli uomini. È un discorso che richiede riflessioni profonde…
D: Come si può combattere la cattiveria che s’incontra ogni giorno?
L: Ignorandola. La cattiveria che incontriamo ha due cause: o siamo cattivi quanto loro oppure abbiamo paura. La soluzione è semplice, basta non essere cattivi e smettere di avere paura. La cattiveria ha effetto nel momento in cui gli diamo attenzione, altrimenti non funziona. Avete mai parlato a qualcuno cercando di offenderlo accorgendovi, poi, di non aver suscitato alcuna reazione? Come vi siete sentiti? Svuotati, perché in quel caso è così che ci si sente.
In Romania, all’epoca della dittatura Ceausescu che rappresenta tuttora una delle pagine più oscure della storia recente, in occasione delle manifestazioni di piazza, la polizia aveva l’abitudine di accerchiare le persone per poi portarle via. Durante una manifestazione, una donna di bell’aspetto, e dai modi molto signorili, si trovava tra quanti erano già stati accerchiati.
Un poliziotto, probabilmente pregustando quanto avrebbe avuto a sua disposizione, le si avvicina e la tocca. La donna, senza nemmeno muoversi o reagire, semplicemente, sposta la mano dell’uomo. Fa quel gesto con una tale eleganza e con uno sguardo che esprime tutto il suo disgusto tanto che il poliziotto si vede costretto a concentrarsi su un manifestante dall’aspetto pusillanime.
Quell’energia esiste, quella dignità, quella regalità esiste ed è direttamente proporzionale alla consapevolezza che abbiamo di noi stessi. Se una persona è consapevole di quanto è diventa realmente invalicabile. Voi, ed anche io, non vi sognereste mai di dire “qualcosa di storto” ad una persona di quel tipo, una persona che possiede una dignità profonda e le caratteristiche che la rendono impermeabile a qualunque forma di improperio.
É sempre una questione di osservatore. Non vuoi vedere la cattiveria? Non la guardare, renditi impermeabile. É un fenomeno che in questo mondo duale necessita di un mandante e di un ricevente.
D: Come proteggersi dalle influenze negative degli altri?
L: Mi riallaccio a quanto ho appena detto, essendo di un’altra sostanza. Evitando di guardare determinate cose.
D: Il bene vincerà? Tornerà la vera normalità?
L: La percezione che abbiamo è che si arriverà ad un livello di irreversibilità, ma l’umanità ha già visto momenti molto bui, alcuni sono durati ben oltre vent’anni e poi anche quelli sono passati…
La storia viene reiterata, ora però tutto scorre davvero molto velocemente e quindi no, non può durare in eterno.
Per quanto concerne il bene dobbiamo sempre fare molta attenzione e precisare dal punto di vista di chi; il bene da quale punto di vista? Bene per chi? Per Bill Sterminio Gates, il bene è che venga decimata l’intera popolazione…
Dunque, facciamo molta attenzione e consideriamo sempre il punto di vista.
Per quanto riguarda, invece, il bene universale, che non andrebbe mai globalizzato perché è qualcosa di molto soggettivo, per alcuni potrebbe essere quello di avere accanto un compagno mentre per qualcun altro potrebbe essere tutt’altro. É un principio davvero soggettivo.
Comunque, siate tranquilli perché non sarà nulla di ineluttabile, non ci sarà alcun punto di non ritorno. La vita non si basa sui criteri che, anche per mezzo di film o comunicati, hanno tentato di trasmetterci perché, per come l’intendono loro, sarebbero esclusivamente implosivi., Ma non è così. La questione, inoltre, non è vincere, ma scegliere dove stare.
Io sono nel mio mondo, all’interno di un parametro vibrazionale dove loro non hanno alcuna efficacia. Quando una persona sceglie una condizione simile le cose cambiano. Pensiamo che la soluzione sia massiva perché l’abbiamo visto nei film mentre, in realtà, è sempre soggettiva.
Ci sono persone, tra cui il sottoscritto, che possono dichiarare a cuor leggero che la pandemia è finita, all’incirca, ad aprile dell’anno scorso.
Si tratta sempre di una scelta, non di vincere o di perdere.

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